DAL DAO… FINO ALLE DIECIMILA CREATURE di Natascia Pennacchietti

All’origine c’è il Dao, dal Dao hanno avuto origine tutte le cose, lo Yin e lo Yang, il Cielo e la Terra e le diecimila creature… Dalla polarizzazione di Yin e Yang deriva il flusso perpetuo del Qi, in eterna trasformazione e in eterno movimento. E’ così che macrocosmo e microcosmo sono venuti in essere, ed è così che inizia senza più fermarsi il ciclo di nascita-crescita-trasformazione-morte che governa l’universo e le nostre esistenze. Questo concetto è, a mio giudizio, estremamente affascinante e le implicazioni di un tale movimento circolare sono così tante e complesse che si possono applicare a qualsiasi sfera dell’esperienza umana. E’ così che guardo allo Shiatsu, lo interpreto e lo uso come uno strumento per entrare in sintonia con questo movimento, infinitamente grande e al tempo stesso infinitamente piccolo – o forse preferisco dire sottile e raffinato – del cosmo e di tutto ciò che in esso vive.

Il Qi è l’energia primordiale, l’essenza originaria, ma anche il nostro respiro, la sostanza che ci forma, il nostro sangue, i nostri muscoli, le nostre ossa, il nostro pensiero, le nostre emozioni, siamo fatti di Qi e dei suoi diversi movimenti, delle sue tante forme. I taoisti dicono “Io sono dentro il Qi, il Qi è dentro di me”. Ogni manifestazione del Qi genera un movimento, una forma, un fenomeno che necessariamente contiene in sé il suo opposto, e che giunto al culmine della sua espressione muta nell’aspetto contrario. Seducente e ricca di prospettive suona alle mie orecchie questa frase del Libro dei Mutamenti: “Giunto al suo massimo non può che mutare nel suo contrario ”… Lavorare con lo Shiatsu significa lavorare con il Qi, significa entrare coscientemente in questo movimento circolare, in questo continuo mutare. Significa trovare un modo per entrare, appunto, nell’orbita, nel giro tondo dell’universo, che ogni volta ci fa vedere e sentire cose diverse, o aspetti diversi della stessa cosa. Così dal trampolino dello Shiatsu, mi sono tuffata nel Dao e nel suo movimento rotatorio, oh che stupore! assenza di verticalità… invece di cadere, giro in tondo, meraviglia delle meraviglie, non si presenta mai un sopra e un sotto, un prima o un dopo, una presenza o una assenza, tutto si muove, si compenetra, il punto di vista cambia in continuazione, e i diecimila aspetti delle diecimila creature fanno parte, sempre, del tutto…

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