CAMMINARE di Paola Assunta Buccarella

Foto di Paola Assunta Buccarella

Così vagabondiamo finchè un giorno il sole splenderà più luminoso di quanto non abbia mai fatto e illuminerà le nostre menti ed i nostri cuori e rischiarerà l’intera nostra vita con una grande luce che ci ridesterà, calda, serena e dorata come un raggio autunnale sulla riva di un fiume”

Thoreau “Walking”

Riscopriamo l’antica arte del camminare, antica quanto la storia dell’uomo che, in un dato momento della sua vita, abbandonò la posizione a quattro zampe ed iniziò a muoversi in maniera eretta, armandosi, finalmente, della giusta dose di coraggio per affrontare il mondo e pronto ad iniziare la sua lunga e faticosa lotta per migliorare le sue condizioni di esistenza.

All’origine del mondo non c’èra nessun altro mezzo di locomozione se non il nostro corpo, una macchina perfetta, che si muove con carburanti assolutamente naturali: il sole, l’aria, il cibo salutare. Inoltre si avvale dell’uso di una carrozzeria eccellente: muscoli e ossa, l’esempio maggiore di perfezione.

“Scuola di Atene” – Raffaello

A questo punto, è doveroso, da parte mia, fare una piccola digressione di “storia della medicina”: i primi medici, di origine greca, furono medici itineranti (si chiamavano periodeuti), quindi degli ottimi camminatori, che giravano per le campagne e le città percorrendo vaste regioni; si spostavano continuamente cercando erbe e quanto altro in natura ritenessero curativo, da utilizzare sui malati. Essi raccolsero un gran numero di osservazioni e di esperienze e raffinarono le proprie tecniche nel corso di circa due secoli. Il patrimonio di questa ricca esperienza non andò disperso, ma costituì la base della medicina scientifica, che nacque nel momento in cui si cominciò a catalogare le patologie osservate durante le loro peregrinazioni, cercando di riunire le similitudini ed isolare le differenze, individuando dunque le malattie. Non essendo più sacerdoti-guaritori, ma non ancora veri scienziati, erano considerati “artigiani della medicina”. I periodeuti iniziarono in seguito a riunirsi nelle prime scuole, adottando i metodi scientifici, ma non dimenticando mai la pratica con cui essi avevano iniziato. Nacquero così i primi medici scienziati, coloro che riunivano in sè il sapere teorico e quello dell’esperienza.

Ed eccoci giunti alle soglie del III milennio, dopo alterne vicende, a riscoprire uno dei più semplici ed immediati piaceri della vita: il piacere del camminare e di farlo insieme a tante altre persone.

14 ottobre 2012 Giornata Nazionale del Camminare:

un’esperienza splendida, la gioia di riscoprirsi simili nelle proprie inclinazioni e desideri, accomunati dalla gioia di tornare a respirare, di lasciarci andare, di vivere, armonizzandoci con tutto ciò che ci circonda.

Personalmente: adoro camminare; ogni volta mi carico di nuova energia e forza, ricomincio a guardare la vita in maniera positiva, liberandomi dalle mie angoscie; per me camminare rappresenta l’avanzare verso la vita e il mondo ed accogliere tutto ciò che la Natura mette continuamente a disposizione.

Ormai è risaputo che camminare è un ottimo toccasana per il nostro benessere fisico e psicologico, ma devono essere seguite poche e semplici regole di base. Perchè anche il camminare ha una sua tecnica di base, che noi definiamo postura. Essa è fondamentale: lo stesso identico movimento può favorire oppure nuocere al corpo se non è eseguito nella maniera corretta.

Il Movimento danzante armonico (Mo.D.a.) affronta, tra le altre, anche la tecnica del camminare, trasformandola in qualcosa di costruttivo, dunque una vera e propria arte, utilizzata nel modo giusto per far lavorare tutto il corpo, di modo che esso ne possa trarre il massimo giovamento.

Ma qual’è il motore principale di questa funzione del camminare? Sono il tronco e l’addome che insieme si “alleano”,

L’uomo di Vitruvio – Leonardo da Vinci

fornendo a tutto il corpo la spinta necessaria per far andare il corpo in avanti, per farlo tornare indietro o muovere lateralmente. E gli arti stanno lì a guardare? Assolutamente no: essi seguono il movimento di tronco e addome, scandendone il ritmo e dando equilibrio, armonia e coordinazione all’intero corpo. Ogni sezione corporea ha dunque un suo ruolo ben preciso.

Camminando nella maniera corretta impariamo a gestire lo spazio intorno e creiamo le giuste relazioni con l’ambiente circostante.

Seguendo poche e semplici regole di base, il movimento acquisterà più fluidità ed elasticità, ne trarrà piacere e guadagnerà in salute. Provare per credere!

 

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