LA MEDICINA DELLA NATURA di Paola Assunta Buccarella

“Vedere un mondo in un granello di terra, un paradiso in un fiore selvaggio, tenere l’infinito nel palmo di una mano, un’eternità in un’ora” (William Blake)

Riportiamo la “Medicina della Natura” nelle nostre vite! Riscopriamo la Natura nella sua duplice funzione: di colei che Educa al miglioramento della qualità di vita, simbolo di prevenzione e, contemporaneamente, di colei che Cura fornendoci tutto l’occorrente per creare i medicamenti, simbolo di guarigione dalle malattie.

Ecco il perfetto connubio, mirabile scoperta di Ippocrate, il padre della moderna medicina del mondo occidentale; egli, quando ancora scienza e mitologia erano fuse insieme, mitizzava le innumerevoli “qualità” della Natura, ritenendo che la condizione di salute e benessere dell’uomo fosse dovuta all’intervento delle due figlie del dio della medicina Esculapio: Igea e Panacea.

Portiamo solo un attimo la nostra attenzione su queste due incredibili figure mitologiche che tanta parte hanno avuto e tuttora hanno nel destino dell’uomo e dell’umanità.

Igea (dal greco Υγιεία con il significato di salute, rimedio, medicina), figura della mitologia greca, poi divenuta Salus nella mitologia romana e raffigurata di solito in piedi con una coppa in cui si abbevera un serpente, era il simbolo della salute e dell’igiene, della moderazione e del corretto comportamento dell’uomo, rispecchiava le condizioni socio-economiche ed ambientali della società; era dunque il simbolo della prevenzione dalle malattie e del mantenimento dello stato di salute.

Panacea (in greco Πανάκεια), figura della mitologia greca, alla quale si attribuiva l’uso delle piante magiche e medicamentose, era la personificazione della guarigione universale e onnipotente e rappresentava, secondo il pensiero moderno, l’impegno continuo per la ricerca e la cura di tutte le consizioni morbose.

Fin dai tempi più antichi queste due figure hanno rappresentato due istanze complementari tra loro e ugualmente importanti.

Le grandi straordinarie scoperte della medicina moderna, le uniche il cui valore sia provato, furono proprio quelle DSC08053capaci di sconfiggere le malattie infettive: i sieri, i vaccini, i sulfamidici, gli antibiotici.

La scoperta farmacologica più significativa di questo ultimo secolo e forse di tutti i tempi fu quella della penicillina di Fleming: nel 1929 si vede il trionfo dell’impiego di sostanze naturali; Fleming infatti scoprì l’azione germicida di una muffa, il Penicillum notatum, capace di produrre una sostanza che egli chiamò “penicillina”.

Benchè bisognasse riconoscere il valore di tutte queste grandi scoperte della medicina moderna nel campo della farmacologia, della fisiologia e patologia umana, benchè i medici fossero divenuti via via più numerosi, fossero sorti ospedali e scuole mediche, altrettanta importanza va attribuita ad Igea nello sconfiggere le grandi epidemie, la spaventosa mortalità infantile, le morti da parto; fu lei che si rivelò la dea benefica con:

DSC08062– il miglioramento delle condizioni igieniche delle abitazioni e delle persone,

– la costruzione di fognature,

– il controllo delle acque,

– il miglioramento dell’alimentazione per larghi strati della popolazione,

– la bonifica dei territori paludosi,

– la lotta all’analfabetismo;

dunque prevenzione e  cura furono le artefici dell’allungamento della vita umana e della scomparsa di tante terribili malattie.

Ad Igea e a Panacea va riconosciuto il giusto ruolo nella nostra società contemporanea ed esse, al giorno d’oggi, trovano la loro realizzazione concreta nelle meraviglie della Natura. 

La Natura non è solo l’immenso serbatoio a cui attingere i prodotti che compongono i vari medicamenti, ma la grande maestra che insegna i giusti modelli di comportamento a cui far riferimento. Infatti è credenza comune che solo seguendo la Natura e imitandone i comportamenti, l’uomo possa vivere sano e curarsi quando non sta bene.

Accogliamo dunque tutto quello che la Natura ci offre:

– i prodotti della terra, imparando a sceglierli di stagione e che subiscano solo minimamente i processi di lavorazione ed industrializzazione, di modo da acquisirne interamente tutte le qualità: miglioreremo l’alimentazione e la nostra qualità di vita;

– i prodotti naturali fitoterapici e omeopatici da associare, da sempre, ai farmaci e, addirittura, per i sintomi più DSC08042comuni, da assumere come rimedi di prima scelta;

– impariamo a muovere il nostro corpo secondo i dettami della Natura, lavorando sulle nostre posture scorrette, sulle nostre rigidità e riconquistando fluidità, elasticità ed armonia.

In questo modo, lavorando contemporaneamente su educazione, prevenzione e cura, creeremo i presupposti fondamentali della nostra “Medicina della Natura”.

Ringrazio l’ispirazione fornitami dal testo “Natura, primo medico”

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