STEP I: ASCOLTARE IL PROPRIO RITMO CORPOREO di Paola Assunta Buccarella

Icaro -Matisse

Icaro -Matisse

Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, 1958

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Ogni giorno ci affaccendiamo a fare tante cose: camminiamo, prendiamo la macchina, andiamo a lavorare, andiamo a fare la spesa, poi in palestra, a ballare nel fine settimana, mangiamo, dormiamo….. La maggiorparte delle nostre azioni le facciamo automaticamente, quasi senza rendercene conto. Sarebbe molto più piacevole, gratificante e, perchè no, istruttivo, imagesprendere consapevolezza di ciò che facciamo quotidianamente, più specificatamente di quello che il nostro corpo fa ogni giorno per noi. Spesso ce ne dimentichiamo, convinti che sia la mente quella che lavora, che sostiene tutta la fatica, mentre il corpo è solo programmato per eseguire.

Siamo così lontani dalla realtà! Il corpo ha una sua “mente”, una sua intelligenza, il corpo partecipa attivamente alla vita di tutti i giorni, soffre e gioisce e cerca di comunicarlo alla sua mente razionale in ogni istante ed in tutti i modi possibili, con un’infinità di manifestazioni che definiamo “sintomi” e che, molto spesso, malsopportiamo, perchè pensiamo a forme di debolezza che, al giorno d’oggi, possiamo permetterci sempre di meno, presi assiduamente dalla routine quotidiana.

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Il corpo ha dunque un unico desiderio: comunicare con noi

E stiamo pur certi che non è mai troppo tardi per riprendere in mano le redini della nostra vita, vedere la vita e noi stessi in un’altra ottica, essere protagonisti della nostra storia e non semplici spettatori.

Noi dobbiamo e possiamo imparare a prendere consapevolezza del nostro corpo, iniziare a trattarlo nel giusto modo, a ringraziarlo di tutto quello che fa per noi tutti i momenti della giornata.

In che modo? Iniziamo a “lavorare” con il nostro corpo, cerchiamo di riconoscerne il ritmo iniziando, ad esempio, indexsemplicemente a camminare, ma con consapevolezza,: “camminare per camminare”, che è ben diverso dal “camminare per andare a fare qualcosa….”. Cammino essendo cosciente che sto mettendo un piede davanti all’altro, appoggiando prima il tacco e poi la punta, che muovo le braccia oscillandole per mantenere un certo equilibrio, che ho la testa diritta e lo sguardo fiero rivolto dinanzi a me, il bacino ruotato in avanti e gli addominali in tensione per darmi un portamento e non aggravare sulla colonna vertebrale…..

Da una semplice camminata si possono imparare tante cose.

ragazziNel corso dei laboratori con i ragazzi dedico sempre qualche minuto a quella che definisco “camminata consapevole” ed ho notato che camminate dapprima confusionarie, utilizzate magari per attaccar briga con il compagno particolarmente antipatico, se indirizzate in un certo modo e con laiuto di un ritmo specifico con le mani o con uno strumento a percussione, come un tamburello o uno jembè, lentamente hanno iniziato a “trasformarsi” in qualcosa di più ordinato, armonico, ritmico.

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Ecco allora che per imparare ad essere consapevoli del nostro corpo, a rendere il nostro corpo parte attiva nel venezuela-86231_640mondo, dobbiamo partire dal riconoscimento del nostro ritmo corporeo. Gli strumenti musicali, considerati il prolungamento del nostro corpo, ci aiutano, soprattutto le percussioni che sono suoni arcaici, più vicini ai ritmi primordiali e vanno a stimolare le nostre energie interiori.SONY DSC

 I nostri antenati utilizzavano il corpo per la sopravvivenza ma anche come strumento musicale, ad esempio percuotendo le mani, i piedi, il torace, le cosce e riuscivano spontaneamente  a “sentire” e, soprattutto, a “tirar fuori” il loro ritmo interiore.

raffreddoreEd in effetti è ormai risaputo che il nostro corpo è lo strumento musicale più completo e, come tale, può essere utilizzato; “suonarlo” è il metodo migliore per conoscerlo e riconoscerlo, per capire fino in fondo che esso è costituito da miliardi di cellule che si muovono, che vibrano grazie ad un loro ritmo interno che, se ben orientato e organizzato, dà vita al ritmo complessivo corporeo; al contrario,  se disorganizzato o stressato, diventa “rumore”, disritmia. Da lì derivano tutti i sintomi che noi siamo soliti riconoscere: ad esempio stanchezza, mal di stomaco, mal di testa, raffreddore , influenza. Einfluenzad ecco che ritorniamo al punto di partenza: il corpo ci parla, ci dice di ascoltarlo, di rimetterlo in sesto.

Non è mai troppo tardi per fermarsi un attimo, dedicargli pochi minuti al giorno di reale interesse nei suoi confronti, ascoltarlo, aiutandoci con uno strumento musicale; la nostra salute e la nostra qualità di vita ne trarranno giovamento e, di conseguenza, migliorerà anche il nostro assetto nutrizionale. Perchè un corpo euritmico necessita di una corretta alimentazione, la pretende quasi. E’ il miglior metodo per stare bene, per sentirsi in forma, avere energia sufficiente per affrontare tutte le nostre giornate e svolgere tutte le nostre attività quotidiane, magari con una marcia in più ed un sorriso sulle labbra a fine giornata.

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Sintetizzando:

impariamo a riconoscere il nostro ritmo corporeo=acquisiamo consapevolezza corporea= raggiungiamo il nostro equilibrio alimentare

Provare per credere!!

Un caro saluto a tutti!

PAOLA_OK copyPaola Assunta Buccarella

Presidente dell’Associazione “il lupo e la farfalla”

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