Quei ragazzi…..di Paola Assunta Buccarella

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Adolescenza: la più delicata delle transizioni.
Victor Hugo

Adolescenza. Un mondo, tanti, molteplici mondi intrecciati, quasi “ingarbugliati”, a formare un Universo unico. Un Universo affascinante e terribile. Periodo buio e pieno di luce. Un giorno sei un leone, il giorno dopo ti svegli da pecora. Chi non ha vestito nella sua vita, almeno una volta, i panni dell’adolescente? Eppure molto spesso dimentichiamo di aver vissuto, tutti, quel periodo così particolare e fragile della nostra vita.

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Iniziando a lavorare come medico-educatore, ormai da qualche mese, in una scuola media della periferia di Roma, ho avuto modo di immergermi nuovamente, questa volta vestendo i panni di un adulto, in quell’oceano adolescenziale sconfinato; ho visto riemergere ricordi, sensazioni, emozioni, tipiche di quel periodo. Mi sono resa conto che quell’Universo rimane comunque intatto, simile in tutto e per tutto al mondo dell’adolescenza di tutte le epoche e di tutte le società, più unico che raro nel suo genere. Quello che cambia e continua a cambiare inesorabilmente è l’ambiente, la società in cui i ragazzi/e si trovano a vivere, con cui si trovano a fare i conti. Io ho avuto la possibilità di venire in contatto e toccare con mano la realtà moderna in cui i ragazzi moderni vivono, tutte le difficoltà che incontrano ogni singolo giorno….io ne avevo altre; ne sono rimasta molto impressionata, per tratti, addirittura sconvolta.

Ragazzi, belli, intelligenti, genuini, ma assolutamente confusionari, rigidi, strutturati, con le loro idee belle e creative, chiuse forzatamente in qualche cassetto della loro mente e del loro cuore.

manzi1_919067Poi ho visto il film “Non è mai troppo tardi, che racconta le vicissitudini scolastico-educative di Alberto Manzi, il professore di tutti  gli italiani e ho capito una cosa fondamentale: continuamente e costantemente il nostro mondo  si ritrova, adesso come nel passato, ad affrontare periodi difficili, complicati, che si sono succeduti nell’arco della storia dell’uomo. Manzi iniziò ad insegnare in un periodo critico della storia italiana, subito dopo la seconda guerra mondiale quando ovunque, nel nostro Paese, esistevano povertà imagesed analfabetismo. Ed all’inizio Alberto venne incaricato di fare l’educatore presso il carcere minorile di San Michele in Roma e, nonostante il direttore del carcere gli avesse adeguatamente riferito tutti i reati commessi dai ragazzi, lui li trattò e continuò sempre a trattarli per ciò che realmente erano: semplicemente dei ragazzi.

Adesso noi siamo giunti alle soglie del terzo millennio ed anche in quest’epoca stiamo attraversando un periodo “critico”, nei suoi molteplici aspetti….

Ed io mi ritrovo a pensare: questi ragazzi, come quelli di allora e di sempre, hanno bisogno di profondi incoraggiamenti, che si ricordi loro che possono farcela, nonostante tutto, nonostante le difficoltà di questo nostro mondo, la miseria e le situazioni sociali ed ambientali drammatiche in cui vivono, possono farcela se credono in loro stessi, se imparano a conoscere se stessi, a rapportarsi al mondo come esseri intelligenti e pensanti, con creatività e senso critico e non solo come automi, incasellati nelle rigide strutture preparate per loro ad hoc dalla società del nostro tempo. Quei ragazzi e tutti i ragazzi hanno bisogno di conoscere e riconoscere il lato positivo, ma anche il lato oscuro della loro mente e dei loro sentimenti ed emozioni, perchè solo in questo modo possono costruirsi, ognuno con i propri mezzi, gli strumenti che servono loro per farsi avanti nella vita.

Tutti, nessuno escluso, hanno la possibilità di realizzare quello che vogliono se si armano di coraggio, forza, pazienza, un’intraprendenza concreta, creatività…ognuno con i suoi tempi, ognuno con il suo bagaglio culturale che vorrà e saprà costruirsi, ognuno con la sua vita e le sue esperienze belle o brutte che siano ma comunque sempre esperienze di vita; ognuno….a modo suo!

Concludo questa breve riflessione, che mi è sembrata doverosa, con la lettera che il “professore degli italiani” Alberto Manzi scrisse ai suoi ragazzi di V elementare:

Cari ragazzi di quinta,

Abbiamo camminato insieme per cinque anni.mqnzi 3  

Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per

goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti.

Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo

mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita

nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire

se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e

rendere il mondo migliore.

Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo più felice possibile.

E’ vero che non sempre è stato così, ma ci abbiamo messo tutta lamanzi

nostra buona volontà. E in fondo in fondo siamo stati felici.

Abbiamo vissuto insieme cinque anni sereni (anche quando

borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti “sangue dello

stesso sangue”.

Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi.

Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi

comprendere: NON RINUNCIATE MAI, per nessun motivo, sotto

qualsiasi pressione, AD ESSERE VOI STESSI. Siate sempre

padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere.

Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare”

come vorrebbe.

Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consuetoimages2

viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti,

un viottolo che sembra sempre identico e non lo è mai. Voi

proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero

che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando,

imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per

darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne

avete bisogno.

Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, PERCHE’

NESSUNO DI VOI E’ INCAPACE DI FARLO.

Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete,

nessuno potrà mai distruggervi, SE VOI NON VOLETE.

Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del

vostro cervello SEMPRE in funzione; con l’affetto verso tutte le

cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre

rimanere in voi; con Onestà, Onestà, Onestà, Onestà, e ancora

Onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi

dovere ridarla; e Intelligenza, e ancora Intelligenza, e sempre

Intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire

sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare,

e… Amore, Amore.

Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio.

Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi.

E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno,

qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità,

la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto

a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io

di voi. Ciao.

PAOLA_OK copyPaola Assunta Buccarella

Presidente dell’Associazione “il lupo e la farfalla”

 

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