TERZO STEP: IL CORPO FONTE DI SAGGEZZA di Paola Assunta Buccarella

Adam and Eve (B. 1; M., HOLL. 1) *engraving  *24.6 x 19.2 cm *1504

Adam and Eve (B. 1; M., HOLL. 1)
*engraving
*24.6 x 19.2 cm
*1504

Proseguendo nel nostro viaggio con i ragazzi all’interno del progetto “Via dei Sesami” a.s. 2013-14 dell’Associazione “il lupo e la farfalla – Formazione creativa” (Alla ricerca dell’equilibrio…-primo step), andiamo a porre l’accento sul corpo, il secondo caposaldo, assieme all’alimentazione (Secondo step: l’alimentazione ed i suoi equilibri 1a parte), che, se rispettato e nutrito nella giusta maniera, garantisce una crescita sana ed equilibrata:

Se ci fermassimo solo a considerare l’esatta definizione di corpo umano che:

‘consiste in una testa, un collo, un torso, due arti superiori e due arti inferiori’,

tralasceremmo tutto ciò che, in realtà, è considerato il suo “vero tesoro”. Il nostro corpo è dispensatore di grandi verità, un’eccellente comunicatore: comunica le sensazioni, sentimenti, stati d’animo.
Quanto più lo ascoltiamo, tanto più rapidamente riusciamo ad interpretare i suoi messaggi “nascosti” e questo ci aiuterà a districare l’intricata matassa della nostra vita, ci supporterà nel tram tram dei nostri giorni, ci insegnerà ad adottare delle soluzioni più semplici, efficaci e meno deleterie per la nostra salute.

15Imparare a capire quali sono i nostri limiti e trovare il modo di conviverci e, quando c’è la possibilità, trovare il modo di superarli.
Semplici atti quali il camminare, “suonare” le singole sezioni del nostro corpo, ci aiuta a sensibilizzarci, ad III Lab III I - 8aumentare la nostra consapevolezza e, contemporaneamente, fa emergere sentimenti ed emozioni rimasti sopiti nella nostra anima troppo a lungo, che iniziano ad affiorare a livello cosciente e che toccherà poi alla nostra mente decodificare.
Tutto ciò che noi facciamo per “sensibilizzare” il nostro corpo è corretto: movimento corporeo, meditazione, traning autogeno, ognuno a suo modo e nella maniera che sente più congeniale. Ognuno di noi ha infinite possibilità di conoscere e riconoscere la propria strada.”

Fermiamoci un istante a riflettere: siamo effettivamente consapevoli di tutte le “fatiche” che il nostro corpo è “obbligato” a sostenere tutti i giorni ed in ogni momento delle nostre giornate? Ci fermiamo mai un attimo a considerare questo? Ad ognuno di noi è stato donato questo meraviglioso “oggetto”, il corpo e ad esso dobbiamo rispetto, devozione, ringraziamento. Purtroppo capita spesso (è capitato alla sottoscritta e credo che, al giorno d’oggi, capiti a chiunque) di non dargli la giusta importanza: lo sgridiamo oppure lo mortifichiamo perché, ad esempio, non è riuscito ad arrivare in tempo ad un appuntamento di lavoro o a concludere, per tempo, tutte le centinaia di cose che la mente gli ha programmato per quel giorno.

E che dire quando avvertiamo qualche sintomo fastidioso (mal di testa, stanchezza, mal di pancia, raffreddore, sindrome influenzale, piccoli incidenti domestici quali bruciature o tagli, etc) che non ci dà la possibilità di essere, per quel giorno, efficienti al 100% sul lavoro o nelle nostre faccende domestiche? Dovremmo imparare a poco a poco ad accorgerci che il corpo ci sta comunicando, con il suo linguaggio, che forse siamo andati troppo su di giri, che, forse, sarebbe meglio e più salutare rallentare i nostri ritmi. E’ semplice utilizzare qualche pratico escamotage: prendere una pasticca, quella che magari, è richiesta in quel momento sulla base di quel sintomo oppure disinfettare le nostre ferite, aspettando la risoluzione rapida del nostro piccolo grande “incidente” quotidiano. Escamotage intelligente si, ma solo a livello mentale. In realtà è il nostro corpo che ci chiede, ci implora, di rallentare i nostri ritmi e non  aumentare il suo carico di lavoro perchè, in questo modo, lui è costretto ad attivare tutti i suoi organi detossificanti (fegato, intestino e reni in primis) per smaltire l’eccesso di tossine, che si sono accumulate nel nostro organismo. Certo il sintomo passa perché, con il farmaco, lo mettiamo a “tacere” , almeno per un po’. Ma il nostro corpo non si arrende e torna alla carica e noi, imperterriti, proseguiamo nel nostro lavoro di “azzittimento”.

Non dovrebbe funzionare in questo modo. Sicuramente ci sono tante situazioni che richiedono l’utilizzo di medicamenti, ma ce ne sono altrettante in cui trattasi prevalentemente di disturbi fisiologici che noi tranquillamente potremmo risolvere cambiando, anche di poco, lo stile di vita attuale: dal semplice cambio di regime alimentare al rallentamento dei nostri ritmi, all’aumento delle ore di sonno, etc. Basta così poco per migliorare i nostri standard se soltanto ci fidassimo ed affidassimo di più al nostro corpo, che è sempre lì presente per comunicarci qualcosa di importante che ci riguarda. Lui si prende cura di noi.

Ed allora iniziamo a prestare più attenzione a quello che ci vuole comunicare e, se non riusciamo da soli, ci sarà sempre qualcuno che potrà aiutarci in questo, che sia un medico o qualcuno di cui ci fidiamo, a noi vicino che capita, sembrerebbe quasi casualmente, al momento giusto, con i suoi consigli preziosi perchè, magari, ha già vissuto queste esperienze. Ci sono tanti siti interessanti dove si affronta il tema della psicosomatica per cui,  nell’era della tecnologia potremmo affidarci ad internet, sempre con la dovuta cautela, avendo acquisito una discreta esperienza e conoscendo qualcuno che ci possa adeguatamente orientare; sicuramente troveremo qualche riferimento utile.

Se impariamo a guardarci intorno con i nostri veri occhi, a costruire giorno dopo giorno la nostra consapevolezza, ci renderemo conto di quante cose la vita ogni giorno ci insegna ed, in primis, colui che è sempre costantemente presente “al nostro fianco”:

il nostro corpo,

la nostra fonte primaria di saggezza.

PAOLA_OK copyPaola Assunta Buccarella

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Un pensiero su “TERZO STEP: IL CORPO FONTE DI SAGGEZZA di Paola Assunta Buccarella

  1. Gentile Dottoressa, voglio imparare a sperimentare ogni giorno questa consapevolezza.
    Posso chiederle se si occupa di persone con DCA?
    La ringrazio per l’attenzione e aspetto sue notizie. Bea

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